Una gallina che sta bene ha sempre qualcosa da fare
Mangime e acqua pulita sono la base. Il resto del benessere passa dai comportamenti: razzolare, fare il bagno di polvere, dormire in alto, stare in gruppo. Ecco come renderli possibili anche in un giardino piccolo.
Noia e comportamenti naturali
Il gallo bankiva, l'antenato selvatico delle nostre galline, passa oltre metà della giornata a cercare cibo nel sottobosco. Le galline domestiche hanno conservato questo impulso quasi intatto. In alcuni esperimenti, galline con il mangiatoio pieno davanti preferivano comunque razzolare per trovare chicchi nascosti nella lettiera. Gli etologi lo chiamano contrafreeloading: lavorare per il cibo anche quando è disponibile gratis.
Il problema di un recinto piccolo non è tanto lo spazio in sé, ma la sua povertà. Dopo qualche settimana la terra è battuta, l'erba è sparita e non c'è più niente da scoprire. A quel punto l'energia che dovrebbe andare nella ricerca del cibo si rivolge altrove, spesso sulle piume delle compagne. La buona notizia è che con poco si cambia molto: il comportamento delle galline risponde in pochi giorni a un ambiente più vario.
Arricchimento che funziona davvero
Le abbiamo provate nel nostro pollaio e in quelli di alcuni lettori. Costano poco o niente e non richiedono attrezzi speciali.
Verdure appese
Un cavolo, una lattuga o mezza zucca legati a uno spago, all'altezza della testa. Le galline devono allungarsi e saltare un po' per beccare. Un cavolo intero tiene impegnato un gruppo di cinque per un pomeriggio.
Granaglie nella lettiera
Invece di mettere tutto nella mangiatoia, spargete una manciata di mais spezzato o di grano nella paglia, la mattina. Bastano 10-15 grammi a gallina, da togliere dalla razione, per mezz'ora di razzolamento.
Una balla di paglia
Offre un punto alto da cui guardare, un riparo dietro cui nascondersi e, quando la si apre, un materiale nuovo da sparpagliare. Ottima durante l'inserimento di nuove galline.
Tronchi da girare
Un paio di tronchi o assi lasciati a terra per qualche giorno. Quando li sollevate, sotto ci sono lombrichi, porcellini di terra e larve. Le galline imparano in fretta il gesto e vi seguiranno ogni volta.
Angolo del compost
Un cumulo di foglie, sfalci e scarti vegetali in un angolo del recinto. Le galline lo rivoltano di continuo, mangiano insetti e in cambio vi restituiscono un compost ben areato.
Strutture su più livelli
Bancali, una scaletta, un ripiano a 50 centimetri. In poco spazio, salire e scendere vale come superficie in più e permette a chi sta in basso nella gerarchia di allontanarsi.
Il bagno di polvere in pratica
Se le galline hanno accesso a terra asciutta, la buca la scavano da sole, di solito sotto una siepe o accanto al muro del pollaio. In un recinto piccolo o d'inverno conviene prepararla. Una cassa di legno di 60 per 60 centimetri, profonda una ventina, basta per tre o quattro galline. Mettetela in un punto riparato dalla pioggia e possibilmente al sole nelle ore centrali.
La miscela che usiamo da anni è semplice: due parti di terra di campo setacciata, una parte di sabbia fine e una manciata di cenere di legna non trattata, ben fredda. La terra deve essere asciutta e friabile. Se fa una crosta dopo la pioggia, smuovetela con un rastrello. Rinnovate tutto ogni mese circa, o prima se notate feci o umidità.
Posatoi a misura di gallina
Di notte le galline cercano il punto più alto disponibile. È un'eredità della vita nel sottobosco, dove dormire sui rami significava stare lontano dai predatori di terra. Per questo la sera le più alte in gerarchia occupano i posatoi superiori e le liti si concentrano proprio lì, nei minuti prima del buio.
Per le razze leggere, come Livornese e Ancona, un'altezza fra 60 e 100 centimetri va bene. Per le pesanti, Orpington, Brahma, Cocincina, meglio restare fra 40 e 60: saltando giù da troppo in alto rischiano lesioni alla pianta del piede. Contate 20-25 centimetri di posatoio per gallina, su una superficie larga 4-5 centimetri con i bordi arrotondati, così le galline coprono le dita con il corpo nelle notti fredde.
Un trucco che riduce le liti serali: mettere tutti i posatoi alla stessa altezza. Senza un posto «migliore» degli altri, c'è meno da contendersi.
Lasciatele lavorare per mangiare
Una gallina libera su un buon prato può dedicare alla ricerca del cibo gran parte delle ore di luce. Raspare due volte all'indietro con le zampe, fare un passo indietro, guardare il terreno con un occhio, beccare: è una sequenza che ripete migliaia di volte al giorno.
Nei recinti piccoli la chiave è la rotazione. Dividete lo spazio in due settori e alternateli ogni due o tre settimane, lasciando ricrescere l'erba in quello a riposo. In alternativa, delimitate con una rete mobile un pezzo di orto a fine stagione. In pochi giorni le galline lo ripuliscono da lumache e larve, e lo concimano.
Per l'esterno ragioniamo su 10 m² a gallina, con un minimo di 4 m². Ombra e ripari sono importanti quanto i metri quadri. Le galline evitano gli spazi aperti senza copertura, perché lì il falco le vede, e un prato grande ma spoglio viene usato solo ai bordi. Qualche arbusto, un ombrellone vecchio, una fila di mais in estate cambiano molto l'uso del recinto.
I bisogni sociali
La gallina mangia di più quando mangiano le compagne, fa il bagno di polvere quando lo fanno le altre, va a dormire tutte insieme. Questa sincronia ha un nome tecnico, facilitazione sociale, e spiega perché una gallina isolata appare spenta anche se ha tutto il resto. Il gruppo è una risorsa, al pari di acqua e mangime.
Vale anche quando una gallina va separata per una cura. Tenetela in un recinto a vista del gruppo, non chiusa in garage. Si stresserà meno e il rientro sarà più facile, perché le compagne non avranno avuto il tempo di dimenticarla.
Segnali di stress da non ignorare
Lo stress cronico nelle galline raramente è spettacolare. Si accumula, e i primi segnali sono comportamentali. Prima di pensare a una malattia, chiedetevi cosa è cambiato di recente: una nuova gallina, un cane del vicino, il caldo, un lavoro in giardino.
| Segnale | Possibile causa | Primo intervento |
|---|---|---|
| Pica delle piume | Poca possibilità di razzolare, carenza di proteine, troppa luce | Arricchimento, verifica del mangime, separare chi ha cominciato |
| Calo improvviso della deposizione | Cambio nel gruppo, predatore notturno, caldo, muta | Controllare il pollaio di notte, valutare la stagione |
| Avanti e indietro lungo la rete | Frustrazione, voglia di uscire o di raggiungere il nido | Più spazio o accesso più frequente al recinto, nidi più riservati |
| Panico a ogni rumore | Predatori in zona, poca abitudine all'uomo | Ripari nel recinto, visite brevi e regolari, sempre con calma |
| Uova dal guscio sottile o deformato | Stress acuto, problemi sanitari, carenza di calcio | Conchiglia tritata a disposizione e, se continua, veterinario |
| Gallina ferma sul posatoio di giorno | Esclusione dal gruppo o malattia | Osservare le compagne, controllo sanitario |
Maneggiare una gallina con rispetto
Per una preda, essere afferrata dall'alto è la peggiore delle esperienze. Quindi la prima regola è abbassarsi. Avvicinatevi piano, di lato, senza inseguirla per il recinto: ogni rincorsa insegna alla gallina che la vostra presenza è un pericolo, e lo ricorderà. Se dovete prenderla per un controllo, fatelo la sera sul posatoio, alla luce fioca, quando è più tranquilla.
Appoggiate entrambe le mani sul dorso, con le ali chiuse contro il corpo. Sollevatela e portatela sotto il braccio, con la testa rivolta verso il vostro gomito e le zampe tenute dolcemente fra le dita dell'altra mano. Così non può sbattere le ali e si calma in pochi secondi. Mai per le zampe a testa in giù, mai per le ali.
Un'ultima cosa. Su internet girano video di galline «ipnotizzate», distese a terra immobili. È immobilità tonica, una risposta di paura estrema che le prede usano per fingersi morte davanti a un predatore. Non è un gioco e non va provocata.
Le domande che riceviamo più spesso
Raccolte dalla posta della redazione degli ultimi anni. Le risposte riflettono gli studi disponibili e quello che vediamo ogni giorno nel nostro pollaio.
Le galline si annoiano davvero?
La parola noia è scivolosa, ma gli effetti si misurano. In ambienti poveri le galline passano più tempo ferme, beccano di più le piume delle compagne e si spaventano di più per le novità. Quando ricevono materiale da razzolare, questi comportamenti calano in modo netto. Chiamatela noia o carenza di stimoli: il problema è reale e si corregge con poco.
Quante galline devo tenere come minimo?
Tre. Con due, se una muore o si ammala l'altra resta sola, e una gallina sola si stressa, mangia meno e diventa più paurosa. Per un giardino di casa il numero più equilibrato che vediamo sta fra quattro e otto.
Perché una gallina strappa le piume alle altre?
Quasi sempre è ricerca del cibo rediretta: l'impulso a beccare e razzolare non trova abbastanza sfogo a terra e finisce sulle piume delle compagne. Aumentate il materiale da esplorare, controllate che il mangime abbia almeno il 16-17% di proteine, riducete la luce troppo forte nel pollaio. Se una gallina in particolare ha iniziato, separatela qualche giorno: il comportamento si trasmette per imitazione.
È normale che stiano sdraiate al sole con l'ala aperta?
Sì, è il bagno di sole. Si stendono su un fianco, aprono un'ala, sollevano le piume e restano così 5-15 minuti. Se vi avvicinate si rialzano e riprendono le loro attività. Preoccupatevi invece se la gallina resta immobile con le piume arruffate e non reagisce.
Ogni quanto fanno il bagno di polvere e cosa ci metto dentro?
In media ogni due giorni, per 20-30 minuti. Una miscela che funziona: due parti di terra di campo setacciata, una parte di sabbia fine e una manciata di cenere di legna non trattata, fredda e ben spenta. Non esagerate con polveri finissime come la terra di diatomee, che irritano le vie respiratorie, loro e vostre.
A che altezza devo mettere i posatoi?
Fra 60 e 100 centimetri per le razze leggere, fra 40 e 60 per le pesanti come Orpington o Brahma, che saltando giù da troppo in alto si fanno male alle zampe. Contate 20-25 centimetri di posatoio per gallina, con una superficie larga 4-5 centimetri e bordi arrotondati. Se i posatoi sono tutti alla stessa altezza, le liti serali diminuiscono.
Posso tenere una gallina da sola?
Sconsigliato. La gallina è una specie sociale: si orienta, mangia e si rilassa guardando le compagne. Da sola tende a cercare compagnia nella persona che la accudisce, il che può sembrare tenero, ma non sostituisce un gruppo. Se vi è rimasta una gallina sola, cercatele almeno due compagne e seguite la procedura di inserimento.
Come la prendo in braccio senza spaventarla?
Avvicinatevi lentamente, abbassandovi, e appoggiate entrambe le mani sul dorso tenendo le ali chiuse contro il corpo. Sollevatela e sistematela sotto il braccio, con le zampe fra le dita e la testa rivolta all'indietro, verso il vostro gomito. Non prendetela mai per le zampe o per le ali. La sera, sul posatoio, è molto più tranquilla.
Le galline riconoscono chi si prende cura di loro?
Con buona probabilità sì. Distinguono le persone dal viso, dalla voce e dal modo di muoversi. Si vede bene quando entra un estraneo nel recinto, anche con lo stesso secchio in mano. Quanto alla memoria tra compagne, gli studi classici sulla gerarchia indicano che una gallina separata per circa tre settimane viene ancora riconosciuta al rientro, mentre dopo separazioni più lunghe spesso deve ricontrattare il suo posto.
In inverno restano chiuse a lungo nel pollaio: cosa posso fare?
Appendete un cavolo o una mezza zucca a un'altezza che le obblighi ad allungarsi, spargete una manciata di granaglie nella paglia la mattina, aggiungete una balla su cui salire. Sono piccole cose, ma spezzano la giornata e riducono le beccate fra compagne.
Avete una domanda che qui non trovate? Scriveteci, le più interessanti finiscono in questa pagina.
Torna alla home